Quando si può parlare di DSA ?

 

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento comprendono quattro tipi di difficoltà:

–          Dislessia (disturbo della lettura)

–          Disortografia (disturbo della scrittura, che comprende sia la codifica fonografica che la

competenza ortografica)

–          Disgrafia (deficit nell’abilità grafo-motoria)

–          Discalculia (deficit nelle abilità di numero e calcolo)

Per parlare di DSA è necessario che sia già stato avviato il processo di insegnamento delle abilità di lettura, scrittura e calcolo. Ciò vuol dire che la dislessia, la disortografia e la disgrafia possono essere riscontrate a partire dalla fine della classe seconda della scuola primaria, mentre per la difficoltà nelle abilità di calcolo occorre aspettare fino alla fine della classe terza. Anche se ufficialmente esse possono essere diagnosticate solo dopo questo periodo, è importante sottolineare come alcuni elementi che possono far presagire una difficoltà in questo senso sono già presenti molto tempo prima, ed è dunque opportuno intervenire precocemente per potenziare quelle aree che risultano particolarmente a rischio. Già durante l’ultimo anno della scuola dell’infanzia, durante attività legate allo sviluppo dei prerequisiti della scrittura, possono essere osservati dei segnali che possono orientarci per capire su cosa è bene lavorare in ottica preventiva e di potenziamento.

Di fronte a difficoltà scolastiche legate a lettura, scrittura e calcolo, però, non sempre si può parlare di Disturbi Specifici dell’Apprendimento. È necessario, infatti, escludere la presenza di un ritardo cognitivo, di patologie neuropsicologiche e di deficit sensoriali. Inoltre, è presente un ulteriore elemento che spesso non viene preso in sufficiente considerazione: la presenza di fattori ambientali che influenzano e interferiscano sul funzionamento e sullo sviluppo del bambino.

Non è sufficiente, dunque, una valutazione delle abilità sottese ai processi di lettura, scrittura e calcolo, ma è importante prendere in considerazione il bambino nella sua interezza. Ad esempio: ci sono ansie che impediscono al bambino di affrontare i compiti richiesti a scuola? I fattori emotivi non possono (e non devono) essere trascurati. Possono essere presenti dei fattori critici che destabilizzano la quotidianità del bambino, come, ad esempio, la nascita di un fratellino o la separazione dei genitori, che possono contribuire a sviluppare i medesimi sintomi della dislessia o della discalculia.

Come è possibile? Facciamo un esempio: il mal di testa. Esso è il sintomo, non è la malattia. Il mal di testa può essere espressione di una forma influenzale, può essere legato ad un’errata alimentazione, oppure a un periodo di forte stress. Nella stessa maniera possiamo leggere i Disturbi Specifici dell’Apprendimento: difficoltà nelle abilità di scrittura, lettura e calcolo sono il sintomo di un blocco nello sviluppo, non sono la malattia. Ciò significa che occorre ampliare lo sguardo ed evitare di scotomizzare il bambino, riducendo le sue difficoltà ad una etichetta. Valutare la situazione tenendo conto di diversi fattori in gioco, e non solo basandosi su test specifici, aiuta ad avere una visione globale del bambino, permettendo di evidenziare i suoi punti di forza e le sue debolezze. Valutare se gli aspetti emotivi sono causa delle difficoltà di apprendimento, oppure se la presenza di questi ultimi ha sviluppato disturbi nell’area delle emozioni è fondamentale. Il rischio, infatti, è creare un circolo vizioso da cui non si riesce più ad uscire.

Approcciarsi ai DSA con quest’ottica, prestando attenzione al bambino nella sua complessità, permette di tutelare i bambini. Fare chiarezza su questo punto è molto importante, perché permette di capire il disagio presente sotteso al sintomo e individuare la strada migliore per affrontare il problema. Perché se il bambino ha un DSA ci si deve muovere verso un potenziamento o una riabilitazione delle abilità deficitarie, mentre se la difficoltà è di altro tipo, occorre muoversi in maniera diversa.

Dott.ssa Annabell Sarpato,  Dicembre 2015