Come spiegare la tragedia del terremoto ai bambini ?

Di fronte a notizie terribili come quelle di queste ore, ci sentiamo tutti tristi, confusi e impauriti. Con fenomeni naturali come i terremoti, si tocca con mano l’imprevedibilità della vita, la sua fragilità e l’impotenza di fronte a certi eventi.

Telegiornali e mass media ci bombardano di immagini e interviste molto forti, che spesso sconvolgono anche noi adulti. La risonanza mediatica di questi eventi, dunque, facilita la diffusione di informazioni anche tra i bambini che, spesso, si accorgono della gravità della situazione.

I bambini possono, così, iniziare a fare domande, a chiedere perché certe cose succedono e se può capitare anche a loro.

Ma come rispondere alle domande dei bambini di fronte a questi disastri naturali?

  • NON NASCONDERE. Creare un alone di mistero intorno a eventi di questa portata rischia di diventare controproducente. Anche minimizzare l’accaduto rischia di confondere il bambino, perchè necessariamente nota la preoccupazione di chi ne parla. I bambini devono sapere che se ne può parlare e che possono porre le loro domande.
  • ASCOLTARE. E’ importante rispondere alle domande dei bambini, in base all’età e al loro livello di sviluppo, utilizzando parole semplici e chiare, evitando di scendere in dettagli macabri o inutili. Più del contenuto delle risposte,  che a volte non si riesce a trovare, è fondamentale trasmettere empatia, accoglienza e comprensione, per accogliere paure e preoccupazioni dei bambini, limitandone le ripercussioni a livello comportamentale e somatico.
  • SENSO DI IMPOTENZA. Uno dei sentimenti maggiormente sentiti di fronte a tragedie come questa è sicuramente il senso di impotenza. Non poter far nulla per evitare certi eventi spaventa i bambini, ma anche gli adulti. Parlare insieme di ciò che si può fare se accade un terremoto, capire come si può aiutare chi ne ha bisogno, ma anche ampliare il discorso al tema della Terra e del rispetto verso di essa può aiutare a sentirsi meno inutili e impotenti. Lavorare sulla prevenzione aiuta ad assumere una posizione attiva e proattiva, orientata al fare e che ci rende protagonisti attivi in queste vicende terribili. Anche riflettere insieme e condividere le emozioni aiuta a superare  questo sentimento di mancanza di controllo.
  • PUO’ CAPITARE ANCHE A NOI? Spesso questa domanda spaventa i genitori, che non sanno cosa rispondere: piuttosto che garantire una realtà che non possiamo assicurare, meglio essere realistici, ma rassicuranti. Spiegare che nessuno può controllare i terremoti, ma che ci sono zone più o meno sismiche, le case vengono costruite in modo da resistere a eventi di questo tipo e che ci sono persone che studiano per prevedere questo tipo di fenomeni è una spiegazione maggiormente adatta per i bambini.

                                                                                                                                                        Dott.ssa Annabell Sarpato