Neuropsicomotricità

È un approccio dedicato all’età evolutiva, sanitario ed educativo, che si occupa di prevenzione, trattamento e ri-abilitazione. Si tratta di un percorso di valutazione e intervento che tiene conto dell’individualità di ciascun bambino, intesa come combinazione del tutto unica di punti di forza e punti di debolezza, e che affonda le proprie radici in una certezza: lo sviluppo e il benessere fisici e psichici non solo sono interconnessi tra loro, ma sono imprescindibili dal vissuto e dal benessere emotivo.

Promuove lo sviluppo equilibrato e armonico del bambino nella sua globalità, laddove esso risulti ostacolato o rallentato dalla presenza di disturbi di tipo neuro e psicomotorio, comunicativo-affettivo e neuropsicologico.

Lo strumento principale attraverso cui persegue tale obiettivo primario è il gioco, il mezzo più rapido e più efficace, carico di significato emotivo, tramite cui il bambino si modifica e apprende.

Il neuropsicomotricista funge da facilitatore/mediatore/strumento per la scoperta attiva e il consolidamento delle strategie (motorie-cognitive-relazionali) più adeguate al singolo bambino, che permettano di lavorare tanto sul deficit quanto sull’integrazione delle competenze emergenti. Le dinamiche relazionali rappresentano le fondamenta per il lavoro funzionale e per la regolazione emotiva-comportamentale.

L’intervento neuropsicomotorio, che copre le fasce di età dalla prima infanzia all’adolescenza, esprime la sua massima efficacia nell’età precoce 0-3 e nell’età pediatrica 4-7, quando le abilità di specifiche aree dello sviluppo (motorio, linguistico, …) sono più che mai dipendenti dalle funzioni di attenzione, percezione, memoria, motivazione e regolazione affettiva.
All’interno di un lavoro d’èquipe, è rivolto a bambini che presentano:

– Iperattività e deficit d’attenzione
– Disturbi specifici dell’apprendimento
– Disturbi della condotta e della sfera emozionale
– Difetti della manipolazione e della deambulazione
– Impaccio motorio
– Ritardo mentale
– Sindromi genetiche
– Disturbi dello spettro autistico
– Patologie neuromuscolari
– Paralisi cerebrali (emiplegia, diplegia, tetraplegia)
– Deficit sensoriali e percettivi